THINGS

L’ATTENZIONE DISTRATTA (a cura di Fabrizio Pizzuto)

Proveniente dalla narrativa, dalla fotografia e dalla satira, Maurizio Semplice ha iniziato da diverso tempo a dedicarsi alla produzione di oggetti dal significato “straniante”. Con un balzo semiotico, molto simile a quello del suo humour letterario, ottiene uno stravolgimento di senso e di significato, che sposta l’attenzione; niente nelle sue operazioni è quello che sembra, gli oggetti stravolgono il proprio ruolo e negano la propria utilità, incanalandosi in tutt’altro discorso. L’attenzione distratta, ovvero, è quella che doniamo nel sovra-pensiero, è quella che ci fa sbagliare la percezione e volare, perfino semioticamente, nel senso profondo, al di là della parola e dell’oggetto; è quando una parola si lega immotivatamente o insensatamente al non-pensiero della distrazione, e svela contraddizioni insite in se stessa. Uscendo dalle sue installazioni si ha voglia di vedere il nascosto, il recondito, ma per farlo non bisogna soffermarsi, bisogna “essere” attentamente distratti. Scavalcare l’epistemologia è, a mio avviso, dentro ad un opera d’arte come giocare col vuoto, e col nulla, cercare la rappresentazione, o il simbolo, al di là del soggetto, nella struttura. Nulla è come sembra, tutto è rianalizzato, tutto somiglia; ma a uno sguardo “attento”, tutto è veicolo semiotico, tutto porta a un discorso, un discorso che sfocia nel sociale, nella contestazione, nell’ironia politica, nell’analisi ma che viene fuori solo dopo, una volta terminata la passeggiata all’interno, una volta ripresi dall’attenzione distratta.